ebook: La Legge Elettorale e i tanti modi per non farci contare

copertina-legge_elettoraleLa Legge Elettorale
e i tanti modi per non farci contare

20 anni di maggioritario, una sentenza di incostituzionalità contro il premio di maggioranza del porcellum e l’assenza del voto di preferenza. Quanto basta per rimettere tutto in discussione, anche un vecchio referendum del 1993.

 
II edizione – gennaio 2014
 
di Franco Ragusa

Per chi non ama leggere utilizzando le nuove tecnologie, oltre alla stampa fai da te
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Sentenza No Porcellum: qualche complicazione di troppo, purtroppo, ad uso e consumo della malapolitica

(ultimo aggiornamento: 18/01/2014)

Pur nella relativa semplicità delle questioni sottoposte al suo esame, la sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale, che ha finalmente cassato alcune parti del Porcellum, verrà sicuramente ricordata non tanto per la chiarezza, quanto per alcune complica­zioni interpretative di troppo.
In primo luogo i criteri adottati per lo scrutinio di proporziona­lità e ragionevolezza per decidere sul premio di maggioranza del Porcellum, attraverso la verifica “che il bilanciamento degli interessi costituzionalmente rilevanti non sia stato realizzato con modalità tali da determinare il sacrificio o la compressione di uno di essi in misura eccessiva e pertanto incompatibile con il dettato costituzionale.”
Come inizio non c’è male, visto il labile confine facilmente variabile, in quanto “Tale giudizio deve svolgersi «attraverso ponderazioni relative alla proporzionalità dei mezzi prescelti dal legislatore nella sua insindacabile discrezionalità rispetto alle esigenze obiettive da soddisfare o alle finalità che intende perseguire, tenuto conto delle circostanze e delle limitazioni concretamente sussistenti”.
Si tratta cioè di “valutare se la norma oggetto di scrutinio, con la misura e le modalità di applicazione stabilite, sia necessaria e idonea al conseguimento di obiettivi legittimamente perse­guiti, in quanto, tra più misure appropriate, prescriva quella meno restrittiva dei diritti a confronto e stabilisca oneri non sproporzionati rispetto al perseguimento di detti obiettivi.”

Hai detto nulla!

Chi dice “meglio il Mattarellum” danneggia anche te, digli di smettere

gattopardoPiccola domanda a quelli che “Noi abbiamo raccolto oltre un milione di firme per tornare al Mattarellum e voi no“, o a quelli che “Noi abbiamo votato per tornare al Mattarellum e voi no“:
A cosa serve una legge elettorale che non servirebbe agli elettori?

Dal lato dell’interesse degli elettori, infatti, Porcellum e Mattarellum pari porcata sono:

- pari ricatto del voto utile;
- pari impossibilità di scegliere da chi essere rappresentati;
- pari ricchi premi in seggi anche con percentuali di voto basse.

Manomettere la Costituzione o farsi i fatti propri? Speriamo la seconda!

Alla fin fine, non tutti i mali potrebbero giungere per nuocere.
Da un lato, è sin troppo evidente, siamo di fronte ad una crisi politico-istituzionale determinata dai problemi privatissimi di un signore che da circa trent’anni, i decreti TV ad opera del Governo Craxi sono del 1984, può godere del potere di controllare e condizionare una buona fetta del Parlamento; dall’altro lato, però, forse sarà soltanto grazie a dei miseri interessi di bottega se, a giochi ormai fatti, si arriverà a porre un freno alla fase de-costituente che ha preso l’avvio con la rielezione vincolata del Presidente Napolitano.

Ma a noi, della Giunta delle elezioni, importa qualcosa

lettaQuestionario:
Il padre-padrone di un partito che sostiene il Governo viene condannato in via definitiva per frode fiscale. Quali conseguenze in un paese normale?

A) Il Governo cade su iniziativa degli altri partiti.
B) Il Governo non cade e il Presidente della Repubblica invia un messaggio alle Camere per dire che non è bello avere una maggioranza di Governo dove un condannato in via definitiva per frode fiscale può dettare l’agenda di Governo.
C) Siamo in Italia e, quindi, si va avanti parlando d’altro, in attesa di una decisione della Giunta delle elezioni del Senato che, in ogni caso, non potrebbe cambiare la sostanza del problema: c’è un condannato per frode fiscale che detta l’agenda di Governo.

Riparte l’assalto alle Province, ma nessuno spiega per fare cosa e come

province-viaCon l’abolizione delle Province il risultato sarà quello di avere, per riassegnare le funzioni, o aggregazioni irresponsabili fra Comuni che non rispondono agli elettori, oppure tanto centralismo regionale.
Tutte questioni già discusse durante i lavori della Costituente.
le Province, infatti, furono dapprima soppresse di fronte alla novità costituita dalla previsione delle Regioni, per poi però essere, per i motivi suddetti, reinserite.

In attesa della decisione del TAR, lettera alla Giunta delle elezioni da un ricorrente contro il Porcellum

Da: Franco Ragusa
elettore residente a Roma ….

A: Presidente della Camera On. Laura Boldrini – boldrini_l@camera.it
Presidente della Giunta delle elezioni On. Giuseppe D’Ambrosio: dambrosio_giuseppe@camera.it

Per conoscenza:
On. Giorgia Meloni (FdI) meloni_g@camera.it, On. Giancarlo Giorgetti (LN) giorgetti_g@camera.it, On. Roberta Lombardi (M5S) lombardi_roberta@camera.it, On. Roberto Speranza (PD) speranza_r@camera.it, On. Renato Brunetta (PdL) r.brunetta@camera.it, On. Lorenzo Dellai (SC) dellai_l@camera.it, On. Gennaro Migliore (SEL) migliore_g@camera.it, On. Pino Pisicchio (Misto – Minoranze Linguistiche) pisicchio_g@camera.it

Egr. Presidenti,
alla luce del risultato elettorale che ha determinato il profondo rinnovamento della classe politica chiamata a rappresentare i cittadini, è con fiducia che ci si rivolge nuovamente alla Camera dei Deputati.
Si discute molto di legge elettorale e di come cambiarla al più presto.
Si tratta di un’urgenza quanto mai sentita, tanto più che la Corte Costituzionale ha già avuto modo di segnalare, sentenze 15 e 16 del 2008, l’esistenza di questioni problematiche relativamente ai modi di assegnazione del premio di maggioranza, e che, in ultimo, il Presidente della Consulta stessa ha pubblicamente dichiarato che la legge elettorale vigente potrebbe essere incostituzionale.
Ma visto, pertanto, l’attuale quadro di incertezza circa la costituzionalità della legge elettorale, prima di ogni intervento da parte del Parlamento, in ipotesi figlio di una legge elettorale incostituzionale, logica e correttezza istituzionale dovrebbero imporre, agli organi competenti, secondo le vigenti norme per il corretto acceso al sindacato di costituzionalità, l’immediato invio della legge elettorale alla Corte Costituzionale.

Dal voto per il Governo alla stagione costituente, passando per la lunga mano di Napolitano

In primo luogo una premessa, o meglio, una premessa utile a chi scrive per cercare di distinguersi dal facile coro.
Negli ultimi due mesi è notevolmente aumentata l’enfasi con la quale si parla dei mandati elettorali ricevuti dai cittadini, vuoi perché da alcuni ritenuti rigorosamente rispettati, vuoi perché per altri ne è stato invece denunciato il palesemente tradimento.
Tenuto conto, però, che abbiamo da poco votato con una legge elettorale che al primo arrivato regala seggi come fossero noccioline, e che è proprio a causa di questo regalo spropositato che gli elettori sono più preoccupati di votare utilmente, piuttosto che di controllare il programma di governo che alla fine sono è costretti a sottoscrivere per non disperdere il proprio voto, tutti questi toni accesi da crociata religiosa, su dei mandati elettorali palesemente estorti, appaiono quanto mai fuori luogo.
Ma dato che di questi tempi la moda imperante se ne frega delle premesse di questo tipo, tanto vale adottare la solita formula del “ammesso e non concesso”.

Rielezione di Napolitano: il golpe, venti giorni prima, che tutti hanno fatto finta di non vedere

Cominciamo con il mettere i puntini sulle i.
Se UNO vale UNO, come da Costituzione, chiunque dica di parlare a nome dei Cittadini, faccia la cortesia di sottrarre il mio nome: i Cittadini meno UNO!
Per parlare a mio nome si deve avere in mano un atto legale da me sottoscritto o, quanto meno, aver ottenuto il 100% dei voti in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento.
Tenuto quindi conto che l’esercizio del diritto di voto è segreto, chiunque prenda un voto in meno del 100%, se non esplicitamente autorizzato a farlo, non può e non deve arrogarsi il diritto di parlare anche a nome del Cittadino-Elettore Franco Ragusa.
Premesso ciò, la cronaca di questi ultimi giorni.

C’è Golpe e Golpe, qualcuno piace, qualcuno no

grilloGrillo viene a Roma ora, ma il golpe di Napolitano è iniziato 20 giorni fa. (Cos’altro deve fare, il Presidente Napolitano, per essere messo in stato di accusa?)

Ma 20 giorni fa, a Grillo faceva comodo dire: “Napolitano ci ha dato ragione, un Governo c’è”.
Venti giorni fa, infatti, congelando il processo che porta alla nomina del Presidente del Consiglio, Napolitano impediva al Parlamento di votare per accordare o non accordare la fiducia.
Ma dato che a Grillo andava bene che al Parlamento fosse impedito di votare la fiducia, un bel bravo a Napolitano che gli dava ragione: un governo c’era.
Oggi che il Parlamento vota, e decisamente non ci piace come vota, Grillo insorge.
Ma francamente, meglio un Parlamento che non vota come ci piace, che il Presidenzialismo di fatto che venti giorni fa è stato avallato anche Grillo.

Un vero Garante PER la Costituzione, la risposta al non dialogo

A prescindere dal modo con il quale il Movimento 5 Stelle è infine arrivato a proporre il nome di Stefano Rodotà, le sin troppo nebulose quirinarie, tutto ciò non può e non deve divenire il pretesto per evitare di discutere “la proposta”.
Il Movimento 5 Stelle, piaccia o no, è una forza politica che oggi gode del consenso di oltre 8 milioni di elettori.
Un risultato elettorale che gli ha attribuito 163 grandi elettori e che gli dà tutto il diritto, al pari delle altre forze politiche, di proporre un nome per la Presidenza della Repubblica; cosa che ha fatto, peraltro, attingendo da un’area politico-culturale non propriamente “grillina”.

Napolitano for President?

napolitanoArrivati al momento di fare il riepilogo del settennato di Napolitano, dubbio dei dubbi ed approfondimento rinviato di qualche ora.
O meglio, più che dubbi un incubo.
Non è che dietro tutta l’operazione Marini, molto “divisiva” per il centrosinistra, si nasconde il nome di Napolitano?
Un Presidente di transizione, proprio ciò che servirebbe per far nascere l’ennesimo Governo di tutti e di nessuno e che, a chi per un motivo e a chi per un altro, riuscirebbe a soddisfare i tatticismi di tutte le forze politiche presenti in Parlamento.
Napolitano sì, lo sappiamo, ha già detto di no. Ma sappiamo pure quanti e quali danni è già stato in grado di fare per il suo modo particolare di intendere “il bene supremo del Paese”.

Come dice sempre … Grillo?

bersaniIl Movimento 5 Stelle è arrivato al punto di tagliarselo, la candidatura di Rodotà per la Presidenza della Repubblica, pur di far dispetto alla moglie, e Bersani chiude l’accordo con Berlusconi su Franco Marini?

I lati oscuri delle Quirinarie

milena-gabanelliGiudizio a freddo: l’intervista rilasciata da Milena Gabanelli a Ballarò, dopo l’annuncio dell’esito delle Quirinarie svolte dal Movimento 5 Stelle, è stato qualcosa di molto imbarazzante.
Ritrovarsi candidati da una forza politica per ricoprire la carica di Presidente della Repubblica è certamente lusinghiero. Ma da una giornalista che fa inchiesta “con i numeri”, numeri che sa usare molto bene, ci si sarebbe aspettato, quanto meno, un approccio più serio e coerente con i “numeri reali”.

Ilva: Referendum a mano armata

ilvaBrutta storia e dal risultato prevedibile la bassa partecipazione della Città di Taranto al referendum consultivo sull’Ilva.
Una consultazione “democratica” dove la domanda era sbagliata in partenza: “Vuoi morire subito o tra un po?”

Ma l’opposizione, chi la fa?

vauro-monti3Se si mette tutto in fila, governo Monti prorogatio-operativo per colpo di mano di Napolitano, grazia al colonnello statunitense Romano, decreto legge rimborsi PA (autorizzato all’unanimità dal Parlamento a scatola chiusa), solito guazzabuglio che rinvia ai rientri di cassa delle Regioni per la copertura finanziaria, e nessuno che ne parli, le forze parlamentari tutte … è peggio della precedente legislatura!

Chi non rischia occupa. Chi occupa e rischia, non è candidabile

Giulia-SartiOccupare la Camera senza rischiare una denuncia e conseguente condanna, sa molto di ipocrita per un eletto di una formazione politica che non candida chi è stato condannato, e questo senza fare distinzioni riguardo al tipo di reato.

Questa non è polemica contro i parlamentari del M5S, ora in una condizione di oggettivo privilegio rispetto a qualsiasi cittadino che invece pagherebbe molto duramente per una qualsiasi occupazione con finalità politiche, ma la difesa di quei valori di libertà che il facile populismo può essere in grado di mettere a repentaglio.

E se al Colle ci fosse un mascalzone?

Interessante riflessione quella di Michele Ainis del 28 marzo sull’Espresso: negli ultimi anni i poteri del Presidente della Repubblica si sono dilatati ad un punto tale che non è più possibile ignorare i rischi derivanti dalla presenza al Colle di un possibile mascalzone.
Ovviamente, nel solco della tradizione dei costituzionalisti italiani, il presente c’entra sempre molto poco, per cui le ipotesi “coraggiose” sono per lo più rivolte ai rischi futuri.
Ma va bene, accontentiamoci: meglio di nulla.

Governo in prorogatio: mettiamo i puntini sulle i

costituzioneFassina si sorprende, i grillini chiedono spiegazioni, e intanto il Governo Monti in prorogatio fa o non fa quello che vuole.
E’ possibile, da domani, ribadire il banale principio che il Governo deve godere della fiducia di entrambe le Camere?
E che se non l’ha ricevuta, e il Governo Monti non l’ha ricevuta, non può fare un bel nulla, altrimenti a che diavolo servirebbe la fiducia?
La si può smettere di chiedergli di emanare Decreti legge da 40 miliardi di euro senza neanche aver letto prima il testo?
E la si può smettere di sorprendersi se non lo fa?

Io decreto … Io può!

monti-prorogatioBuongiorno, mi chiamo Monti e sono il Presidente del Consiglio in carica. Non ho ottenuto la fiducia dal Parlamento appena eletto ma, si dice pure, non sono sfiduciato.
Carina, no?

Va bene, ora passiamo alle cose serie.
Oggi, all’unanimità, Camera e Senato mi hanno chiesto di predisporre un Decreto Legge per la restituzione di parte dei debiti della Pubblica Amministrazione.
Nel ricordare a tutti noi che un Decreto Legge produce effetti legislativi immediati, e che di sicuro troverò le risorse senza sforare il vincolo del 3%, come non ringraziare tutti i parlamentari per la fiducia accordata?
Ci vediamo in Parlamento per le eventuali modifiche che, ovviamente, dovranno tenere conto che nel frattempo il DL potrebbe aver prodotto effetti difficilmente revocabili.
Sarà un piacere!